mercoledì 30 gennaio 2008

miniserie

Della serie cose che non mi ero sognato di acquistare ma che sto leggendo nella sfida a chi legge prima la Biblioteca delle nuvole.
Hush è un bel ciclo, molta azione e qualche buona riflessione della serie batmanesca (metà delle quali possono lasciarmi di un'indifferenza glaciale, a dir la verità).
I disegni sono buoni, peccato che il finale sia di una fiacchezza disarmante e la parte che dovrebbe tirare le fila apre buchi nella trama che (cito Yakko Warner, mi pare) ci passerebbe un tir.
Nello stesso numero finisce anche la serie Superman rinascita, del sempre grande Mark Waid e il potremmo tranquillamente farne a meno, leinil yu.
Sempre grande a volte è un iperbole insostenibile.
La cosa migliore di questa mini che cerca di riconnettere le parti più noiose della serie televisiva al fumetto è che sbrodola così tanto fuori dalla continuity che se ne può tranquillamente fare a meno.
Waid aveva occasionalmente scritto roba poco leggibile ma non gli era ancora mai capitato di sbagliare sistematicamente tutti i personaggi tranne uno.
Se in più ci mettete che l'uno è il tizio sulla sinistra di jimmy olsen a pagina 37, terza vignetta la recensione è completa.
E veniamo a Lobo unbound.
Giffen è sempre un grande, i disegni di Horley sono più che buoni. Una serie veramente godibile e, soprattutto, senza sbavature.
Peccato (ma si fa per dire) che il politically uncorrect (o come cazzo si scrive) del personaggio e della serie non hanno più lo smalto che avevano quando c'era il codice di autoregolamentazione su quasi tutti gli albi.
Adesso che di sesso politica e religione se ne parla anche su Topolino e che la violenza gratuita si trova quasi più solo nei cartoni di Tom e Jerry, per quanto è stata abusata, la godibilità si riduce.
Resta cmq un buon due spanne al di sopra della media.

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