domenica 15 giugno 2008

i buoni

C'ho un difetto, sia nella vita che nelle letture. Nella vita, ovviamente, la questione è più problematica.
Mi stanno sul cazzo i buoni. Dalla bontà, così come socialmente determinata vengono fuori o grosse inculate o disastri colossali. C'è qualcosa che non va o qualcosa che non ci dicono.
Per fortuna, nella letteratura non tutti i protagonisti sono buoni. Più spesso hanno una morale personale molto ferrea ed esigenze relativamente semplici. Al massimo intendono socializzare i loro bisogni con chi ne ha di simili. Per il resto poche pippe.
Questo, nel fantasy, è sempre più raro. Ci sono malvagi abissalmente malvagi e buoni (per lo più principi) che malgrado il fatto che il loro sport giornaliero sia lo sfruttamento sistematico di milioni di persone, sono enormemente ben disposti verso la vita (e ci credo).
Ho letto "Conan il cimmero", ristampa di tre antologie di racconti su Conan di Robert Howard. Curati (e a volte, nel caso di incompiuti, completati) da L. Sprague De Camp (che è uno dei miei autori fantasy favoriti) e Lin Carter. E qui è evidente che
non è sempre stato così. I racconti di Howard non sono così e rileggere le prime avventure di Conan è una straordinaria boccata d'aria.
I malvagi sono abissalmente malvagi, ma di una malvagità materiale, che discende dai loro appetiti. La loro malvagità non è trascendente. Anche i demoni. Anzi, a conti fatti, i demoni hanno una animalità che li rende per lo più innocenti. Caso mai i malvagi sono gli ultimi sopravvissuti di specie pre-umane (ma secondo me sono autorizzati a un po' di astio, tranne lo stronzo che ha ammazzato Belit) e gli uomini civilizzati.
I buoni, semplicemente, non esistono. Al limite esiste gente intenzionata abbattere i tiranni o altri come Conan (che è un guerriero, quindi non è che viva di opere buone) che se venissero lasciati stare in ozio avrebbero solo il problema della noia.
Francamente, abituato alle storie post signore degli anelli, non mi ricordavo più come fosse dura la sword & sorcery. Qui, vuoto per pieno, il più ingenuo degli stregoni bianchi darebbe 25.000 punti di distacco a Sauron in stronzaggine, pur restando uno stregone bianco.
Conan è molto più duro ed ha una moralità molto più rigida di quanto non faccia il suo più noto e terribilmente smidollato omologo cinematografico. Un personaggio veramente grande, anche perché sfaccettato, pur con l'ascia.
Ma soprattutto la complessità dell'ambientazione è affascinante. Per continuare a scrivere storie di ambientazione hyboriana sono tentato di rileggere, di tanto in tanto, questi racconti, prendendo molti appunti. Molti, molti appunti. In ogni caso una lettura mediamente al di sopra del livello del genere.
Anche qui, come spesso succede nella letteratura del periodo, quando si parla di forze extramondo, si mantiene l'ambiguità tra spazio e iperspazio. Mi viene da chiedermi se era voluto oppure dipendeva dal fatto che non gli fregava nulla del problema.

6 commenti:

Barbara ha detto...

A me stanno sul cazzo gli stronzi. Che a volte fingono di essere buoni, ma si capisce a un chilometro che non è vero. I buoni mi piacciono. Tutta questa battaglia contro il buonismo che adesso impera, e più uno è canagliesco e più è contro il buonismo, come se essere cattivi fosse meglio, più vero... Tutte le pippe sul no al politicamente corretto, viva la scorrettezza... io li farei saltare per aria. E la considererei una buona azione totale. Mondo sii, e buono, esisti buonamente.

giuseppe ha detto...

No, mia cara, è proprio la battaglia contro il buonismo che va bene, è sacra.
Infatti è contro il buonismo, mica contro i buoni. Strano che non noti che c'è una differenza. Infatti le canaglie, quelle vere, sono buoniste.
Poi c'è il dittatore. E quello, anche quando ci si impegna buonista non riesce ad esserlo.
Questo non migliora la merdaggine dei buonisti.
Siate buoni e fatevi sistemare l'ombrelo dove serve.

Barbara ha detto...

Scusa, come la battaglia è contro il buonismo e non contro i buoni? Il post si intitola "i buoni" e dici mi stanno sul cazzo i buoni. Io tutti quelli che vedo in giro passano le ore a giustificare il loro razzismo, più o meno cripto fascismo ecc. con la frase "basta col buonismo". Facci caso.

giuseppe ha detto...

No, tu te la prendi contro chi fa la battaglia contro il buonismo (o almeno è quello che si evince dal fatto che fai della battaglia contro il buonismo una bandiera degli stronzi).
Poi, si, essere cattivi è più vero.
Io non ci credo ai buoni. Esistono gli stronzi, gli stronzi che vogliono passare per buoni e una gran quantità di persone che se le lasciasero stare vivrebbero la loro vita cercando di pestare meno piedi possibili, ma non è che so buoni. E' che per lo più, quando esplodono (ed esplodono spesso) azzannano la prima cosa che gli viene presentata.
Ora, senza arrivare al grado di infamità della chiesa cattolica, che per lo più se non hai uno sterminio o una guerra sul groppone, santo non ti ci fa, il buono è il cane del potere. Gli altri, semplicemente vivono.

Anonimo ha detto...

secondo me comunque un bel passo avanti sarebbe smettere di usare
la parola "buonismo" che non vuol dire nulla e che qualcuno si è inventato per definire solo un certo atteggiamento all'interno della politica italiana. i comportamenti che tu indichi, pupi, hanno altri nomi in italiano che magari creano meno confusione.
anche io amo molto i buoni.e cerco di essere buona che non vuol per nulla dire succube di qualcosa o inerme.pat

giuseppe ha detto...

Sono d'accordo anche io, smettiamo col buonismo. Però non smetto io, soprattutto se continuano a chiamarmi buoni quei pezzi di merda li (dimmi tu quale parola preferisci usare).
Anche io cerco di essere buono, con tutte le mie forze.
Ma, tanto per citare uno dei miei riferimenti filosofici di sempre "Non c'è cattivo più cattivo del buono che diventa cattivo".
Beh, io mi so incattivito. Fateme cambià ideda.