mercoledì 27 febbraio 2008

amichi

Stamattina mi sono svegliato con un'idea fissa.
Il piano di rinascita democratica.
Visto che però c'evo da fa, me so portata dietro per tutta la mattinata l'inquietudine che intere parti delle cose dette da berlusca e da veltroni me lo ricordavano. Ora, che nelle proposizioni politiche del polo si riscontrino abbastanza spesso riferimenti letterali o meno al piano non è una novità, ma che nella rincorsa ideologica del PD a destra non si è fatto caso ad evitare almeno queste parti mi inquietava.
Visto che ho un bel po' di cose da fare, ancora ora, mi sono limitato a dare un'occhiata alla scheda wiki e a un sito o due.
Rimanderò la lettura integrale del documento, ma così a una prima impressione il problema esiste. Non in quantità industriale (ma leggerò con più attenzione il programma del PD) ma almeno su due questioni, una delle quali il PD sostiene da tempo, l'altra è la ragione sia della sua esistenza che della caduta del governo Prodi.
E sti cazzi.
Intanto la riduzione del Senato a camera regionale di secondo livello (il cosiddetto Senato delle regioni) era strutturale al piano, poi il bipartitismo era conseguenza più o meno necessaria di una delle strategie di rimessa nel caso il piano avesse trovato ostacoli nella sua applicazione immediata.
Cazzo, non molto, ma di qualità.

Devo rifletterci su, infatti penso che rimanderò la recensione del prossimo cd a un altro post.

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